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Professionisti non cialtroni 2

Il post "Professionisti non cialtroni" ha creato parecchi commenti, Alcuni pubblici, altri privati. Premettendo che questa settimana riprendiamo con le tecniche di vendita, finiamo (per ora )il discorso sul post in oggetto, ovvero la cialtroneria, l'arroganza diffusa di alcuni venditori, anche di una certa età.
Preciso che non tutti sono cosí. Ho conosciuto gente anziana, professionalmente parlando di una cultura, umanità e capacità invidiabile, purtroppo però ci sono troppi cafoni, che non si rendono conto che, se oggi hanno qualche soldino(dicono loro), è solo perché hanno iniziato la professione in un momento storico, dove anche i somari riuscivano a dire la loro.
Persino il sottoscritto ha iniziato questo lavoro in un periodo molto piú facile.
Ero un dilettante. Mi sono comportato per diverso tempo come il peggior dei dilettanti. Ero circondato da venditori che oggi verrebbero definiti incapaci, raccontatori di barzellette, truffatori da quattro soldi.
Ti dicevano sempre questa frase: "Io ho anni di esperienza, fai cosí, fai cosà, ecc, ecc.".
Mea culpa, mea culpa: per diverso tempo ho seguito questi cialtroni, del resto in quel periodo credetemi essere bravi non era fondamentale.
Bastava aver voglia di lavorare e in fondo neanche poi tanto
Un giorno Vi racconteró come vendevo(davvero tanto) con sistemi che mi farebbero fare la fame, se iniziassi ora.
Non c'é dubbio, cari colleghi, oggi essere un venditore é molto, molto piú difficile.
Anche i clienti erano diversi.
Commercianti, artigiani, imprenditori, tutti guadagnavano. Ti ordinavano dieci prodotti e tu ne segnavi trenta ed era lo stesso cliente che si aspettava questo da te.
Venditore era sinonimo di "furfantello", di conoscitore di osterie, in alcuni casi di frequentatore di donnine alleggre.
Nel peggiore dei casi, tutto si risolveva con una mangiata in trattoria, spessisimo pagata dallo stesso cliente.
Altro mondo, ed é in questo mondo che alcuni venditori, prossimi alla pensione, continuano a vivere, a operare, grazie alle amicizie conquistate .
Alcuni di questi, magari un po' meno macchiette, sono diventati direttori commerciali, piccoli imprenditori.
Qui mi sento di dire una cosa per concludere: l'esperienza in questo mestiere conta molto meno che la preparazione, se poi l'esperienza é di questi cialtroni, Vi consiglio di fare l' esatto opposto.
I giovani di oggi, sono in genere migliori delle generazioni passate,professionalmente parlando ,ma vengono trattati come bamboccioni, da cialtroni che si credono geniali.
Non dategli retta.

Attimolibero

2 commenti:

Alessandro Talaia ha detto...

Attimo Libero,
le sue parole sono versi poetici, sicuramente figlie di un'intelligenza e di un senso critico unici nel nostro settore professionale.
Generalizzando un pochino, negli anni 70/80/90 la domanda era ampiamente superiore all'offerta e bastava compiere il "giro del lattaio" per alimentare il fatturato.
Inoltre il mestiere del rappresentante era considerato in base allo stesso meccanismo psicologico con cui viene giudicata la professione dell'avvocato, per esempio: tutti pensano che gli avvocati non sono campioni di onestà, ma li rispettano e, seppure obtorto collo, li retribuiscono anche se ti fanno perdere la causa. Allo stesso modo il venditore di un tempo era etichettato come un manipolatore, quello "con la parlantina", pronto a rifilarti di tutto, ma indispensabile! Esatto, era considerato necessario per approvvigionarsi di merci, usufruire di servizi.....necessario per restare informati su prodotti, mode, tendenze ed andamento di mercato.
Oggi non è più così, per un insieme di motivazioni.
Concludendo il discorso, io spesso "sfido" provocatoriamente chi si autocelebra campione della vendita, perchè nel 1987 aveva fatturato miliardi delle vecchie lire, a cimentarsi in una zona differente dalla sua storica, magari con zero clienti e zero fatturato.
Non ho ancora incontrato uno di questi soloni disposto ad accettare!!

attim ha detto...

Troppo gentile.Troppi complimenti.
Grazie
Comunque il concetto della sua E mail lo condivido in pieno.

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